Seminari 2017

Le metafore della clinica / La metafora nella clinica

La nozione di “metafora”, secondo il pensiero di Umberto Eco, contiene un'infinita serie di rimandi e di significati e viene usata in modo diverso nei più disparati ambiti disciplinari. Ma, sostanzialmente, la metafora ha a che fare con l’attività simbolo-poietica dell’uomo. Gran parte dei costrutti e modelli teorici nel vasto campo delle “psicologie” sono fondamentalmente modelli e costrutti di natura metaforica (Mario Trevi) che si reggono su grandi metafore fondative. Tali potrebbero essere considerati, come più volte ha evidenziato anche Diego Napolitani, costrutti e nozioni come quello di Inconscio, Es, Io, Super-Io, Interpretazione, Archetipo, Ombra, ecc. Metafore apportatrici di nuova conoscenza al momento della loro creazione che si sono col tempo cristallizzate in una dimensione scientista e oggettivante perdendo quella originaria ulteriorità di significato.
Con l’adozione della “metafora” come vertice epistemico si vuole innanzitutto sottolineare il carattere approssimativo e transitorio dei modelli e concetti teorico-clinici delle “psicologie”, delle psicoanalisi e delle gruppoanalisi, delle psicopatologie ecc. ecc. Le teorie come un ponte che ci permette di costruire una “via di senso” connettendo una sponda a un’altra dell’esperienza umana.

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