In ricordo di Luciano Cofano, amico e maestro

Paola Ronchetti, 12/11/2020


Gli amici e colleghi della SGAI mi chiedono di raccontare un po', essendone stata testimone sin dall’origine, la storia di Luciano nel nostro gruppo. E’ un compito che non credo di saper assolvere bene perché pensando a Luciano mi appare in contemporanea la sua presenza nella mia vita, come amico, compagno di vacanze e di cene da lui abilmente preparate, nonché quella di collega e guida esperta. Entrambe le storie cominciano nel 1974, quando è nata l’AMAG e Luciano, insieme a Diego, Gino Pagliarani, Elena Schiller, Anna D’Amico, Miriam Fusini e Pierluigi Sommaruga, è stato tra i suoi Soci Fondatori. A quel primo gruppo siamo stati subito ammessi Claudio Migliavacca ed io… in qualità di volenterosi colleghi in formazione. Come sapete quel gruppo è presto cresciuto fino a diventare Sgai, fondendosi poi col gruppo romano dell’IGAR nell’82. Luciano è stato presente da allora e ha ricoperto tutte le cariche sociali previste dal nostro Statuto, sempre generosamente disponibile a mettersi in gioco nella ricerca comune.

Un giorno, arrivò in una riunione dicendo che il nostro errare tra le ortodossie vigenti, inquieti e insoddisfatti, avrebbe potuto trovare ristoro se ci fossimo semplicemente nominati “psicantropi”. Luciano spesso inventava filastrocche sulle vicende del nostro lavorare insieme, ironiche e satiriche, che venivano accolte con piacere da tutti. Molti anni dopo, quando si chiarì per noi il significato complesso della parola “anthropos” - telos del nostro continuo trasformarci guardando oltre – il riconoscerci nominati in quel gioco da lui fatto tanto tempo prima, ci apparve in tutta la lungimiranza che conteneva.

Questa divagazione per sottolineare come tutto si ricolleghi e si apra ad altro e quanto spesso non ne siamo consapevoli; Luciano è stato e continuerà ad essere per noi una voce portante e importante: i pensieri e i contributi di tutti si sono intrecciati e a volte ingarbugliati, sovrapposti e contrapposti, ma tutti sono stati autorevoli contributi al lavoro comune e, se li teniamo vivi, continueranno ad essere per noi germinativi. Luciano è con noi.